Tu gust is megl che uan - [Due gusti sono meglio di uno]
mag 23, 2002
La differenziazione come leva strategica. Vero nella old-economy, ancor più importante per il business online.
di Manlio Castronuovo - Partner.it
La teoria economica che descrive il comportamento di acquisto
del consumatore indica che la scelta avviene assegnando un indice di preferenza
alle alternative disponibili e che le preferenze rispondono ai principi di ordinalità
e di coerenza.
Il consumatore, in pratica, identifica una scala (ordinalità) di preferenze
secondo un criterio di utilità ed è sempre in grado di individuare la scelta
in grado di fornire l'utilità maggiore (coerenza).
In termini di marketing questo vuol dire che è necessario essere,
con la propria proposta, più in alto possibile nella classifica delle preferenze.
Ma come può un'impresa posizionarsi come quella in grado di fornire l'utilità
migliore ai propri clienti?
La risposta è dare un valore complessivo superiore a quello offerto dai concorrenti.
In un unico concetto vuol dire: "differenziarsi".
La strategia di differenziazione è, probabilmente, la più utilizzata
tra le PMI perché in grado di garantire loro una migliore difesa della posizione
di mercato rispetto agli attacchi portati dalle grandi imprese.
Affinchè la differenziazione possa essere una scelta vincente
soprattutto in ottica PMI è necessario approfondire il concetto di strategia.
E per far ciò ricorro, ovviamente, all'aiuto di Michel Porter il più
grande esperto mondiale di strategia competitiva.
Punto 1: E' essenziale avere una strategia chiara.
Una strategia chiara permette di distinguersi dai concorrenti e saper offrire
prodotti differenti a gruppi diversi di clienti.
Una strategia fondata sullo spirito di imitazione non può certo definirsi chiara.
Imitare non è più sufficiente: la competizione è più aspra ed i rischi sono
più elevati. Quello che serve davvero è saper crescere costruendo dei vantaggi
piuttosto che eliminare le inefficienze. L'obiettivo principale di una strategia
è di creare dei vantaggi competitivi per distinguersi: chi si limita all'imitazione
spesso non ottiene l'obiettivo di differenziarsi ma il miglioramento dell'efficienza.
Proprio perché le imprese hanno spesso confuso la strategia con l'efficienza
piuttosto che affrontare il problema della competitività dal punto di vista
strategico sono state privilegiate discipline come l'outsourcing, il downsizing,
il reengineering.
Punto 2: una buona strategia si basa sulla conoscenza del
settore e sul posizionamento dell'impresa.
Molte imprese (soprattutto piccole) hanno fondato le loro strategie sull'aumento
della quota di mercato e sul time to market. Secondo Porter si tratta di due
approcci sbagliati. In primo luogo è possibile dimostrare come tante aziende
che hanno piccole quote di mercato fanno ottimi affari perché sono riuscite
a perseguire la strada dell'elevata redditività. In secondo luogo se tutte le
imprese puntassero alla riduzione dei tempi dei cicli operativi per accelerare
il lancio dei prodotti si avvierebbe una corsa che nessuno sarebbe in grado
di vincere. Oltretutto, aggiungo io, una strategia basata sulla rapida crescita
non è sostenibile da una PMI ("Chi
va piano va sano e va lontano" - Editoriale PMIOnTarget n. 9).
Occorre pensare alla strategia in termini diversi rispetto a come si è fatto
sino ad ora: come posso offrire un mix di valore unico ad un segmento particolare
di utenti per ottenere una posizione unica nella loro mente?
Punto 3: se si vuole acquisire un vero vantaggio competitivo
occorre evitare il tutto per tutti.
La modalità con la quale si decide di differenziarsi è fondamentale: non
si deve arrivare a compromessi ma occorre effettuare delle scelte precise rinunciando
a rincorre più tipi di differenziazione (ad esempio la personalizzazione nel
servizio e l'ampiezza di gamma). Prendiamo, come esempio, il settore delle acque
minerali: c'è quella con meno sodio, quella che facilita la digestione, quella
con la micro filtrazione, ecc. Ciascuna punta su un motivo unico per essere
in testa alle preferenze di uno specifico target di consumatori.
Punto 4: qualità ed innovazione sono le carte vincenti per
ottenere un posizionamento unico.
L'innovazione è vincente se basata su un vantaggio distintivo specifico
dell'azienda e se è parte integrante di una visione strategica. Innovare non
vuol dire ottenere dei miglioramenti operativi: vuol dire saper trovare combinazioni
nuove delle risorse per dare ulteriore valore ai propri clienti. E affinchè
un'innovazione sia vincente occorre conoscere inj profondità il proprio settore
ed essere in grado di ascoltare i propri consumatori ed analizzare i comportamenti
della concorrenza.
Punto 5: l'essenza di una strategia è l'integrazione interfunzionale.
Non è possibile pensare ad una strategia come un'attività che interessa
solo alcuni aspetti dell'azienda. Quando si pensa e si implementa una strategia
occorre collegare ed integrare le attività lungo l'intera catena del valore
rendendole complementari. In questo modo si ottiene un effetto a catena che
inciderà positivamente sul vantaggio competitivo: facendo bene un'attività si
ottengono miglioramenti anche in altre attività.
Punto 6: la PMI deve crearsi una posizione difficile da imitare
per i concorrenti diretti e non conveniente da imitare per la grande impresa.
Sarà pertanto necessario concentrarsi su nicchie di mercato che si è in
grado di servire al meglio: i grandi concorrenti non potranno imitarvi perché
non riuscirebbero ad essere altrettanto efficaci ed i piccoli competitors non
riusciranno a trovare dei riferimenti facili da imitare. Le PMI italiane hanno
sempre dimostrato di sapersi guadagnare la leadership mondiale in particolari
segmenti perché possono contare su un'esperienza specifica consolidata.
E' sbagliato pensare che la globalizzazione porterà le PMI a
dover ampliare la propria gamma per poter rispondere ai bisogni di un pubblico
allargato e trasversale. Ci si dovrà concentrare su nicchie ben definite e raggiungerle
con strategie chiare attraverso le quali sia limpido il valore in più che l'impresa
è in grado di offrire a quel particolare segmento di clienti. Ad esempio riuscire
a fornire più valore per lo stesso prezzo o rivolgersi ad un numero più ristretto
di clienti (in grado di spendere di più) per offrire loro un valore unico specifico
per le proprie esigenze.
Insomma "Tu gust is megl che uan" può essere un posizionamento
più adatto ad una PMI rispetto ad "All gust for everyone".
di Manlio
Castronuovo
PARTNER
svolge attività di consulenza di direzione aziendale per le piccole e medie
imprese, affiancandosi al management aziendale per la definizione e la realizzazione
di sistemi di pianificazione strategica ed operativa.
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della cultura imprenditoriale attraverso strumenti e servizi fruibili online.
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nel corso dei 12 anni di attività al fianco della piccola impresa.
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